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"i colori della pace: io, gli altri e i sette colori dell’arcobaleno"

Sala dei Conti
Castello Baronale di Acerra, Napoli
dal 4 maggio al 12 maggio 2019

 
SOS PACE
"i colori della pace: io, gli altri e i sette colori dell’arcobaleno"

Sabato 4 maggio 2019, presso il Castello Baronale di Acerra - Napoli, si è tenuta l’inaugurazione della mostra itinerante “SOS PACE i colori della pace: io, gli altri e i sette colori dell’arcobaleno”
La mostra è stata realizzata grazie al Liceo de’ Liguori di Acerra, dal Dirigente Scolastico prof. Carmine De Rosa, che ha ricevuto il sostegno del territorio grazie alle presenze del Sindaco Raffaele Lettieri, del Vescovo Antonio Di Donna, del Sindaco di Napoli Luigi De Magistris, il Consigliere comunale di Napoli avv. Alessia Quaglietta e del filosofo Aldo Masullo.

Si tratta di un progetto ambizioso, che vuole parlare di pace attraverso l'arte, e lo fa con il contributo di oltre 60 opere d'arte, donate da artisti noti e meno noti. Artisti di qualità e spessore,  italiani e stranieri che raccontano la PACE tra linee, colori e morbide suggestioni.
Fra quelli noti, una litografia di Pablo Picasso, un originale di Salvatore Emblema, un originale di Emiliano Bonfanti, una serigrafia di Riccardo Dalisi e una fotografia di Mimmo Jodice. Fra gli emergenti, il collettivo cchiùArt, un gruppo di artisti, che da quattro anni, assieme a Christophe Mourey, artista francese,  arricchisce il panorama artistico di arte contemporanea in tutta l’Italia.
Nella collezione, che ha dato vita ad un prezioso catalogo, si annoverano opere pittoriche, sculture, fotografie, disegni, tecniche miste in ceramica, ferro battuto dipinto ed un’opera inedita in neon della scrittrice Rikki.P.

«La bellezza che l’arte suscita, – scrive il filosofo Aldo Masullo, che ha sposato l’idea - non è un bene consumabile. Non lo si può né accumulare, né dare o prendere in cambio, tanto meno conquistare con la forza. Ci si può certo appropriare di un’opera d’arte, non della bellezza di cui, della sua materialità, l’arte si è servita. Insomma l’arte è come una straordinaria energia che attraversando le menti le accomuna in un’emozione gioiosa, vincolandole in un’esperienza di pace».

Masullo e altri uomini e donne di cultura hanno riconosciuto nell’idea di SOS PACE un modo nuovo e d efficace di parlare al cuore delle persone, spingendole a riflettere sul fatto che «la pace non è solo una parola a cui appellarsi occasionalmente, ma è il bene più grande a cui l’umanità possa aspirare, un diritto da perseguire con gli strumenti del dialogo, della politica, della cultura, dell’educazione e della solidarietà», come scrive Carmine De Rosa, dirigente scolastico del Liceo de’ Liguori. Gli fa eco il Sindaco di Acerra Raffaele Lettieri: «La parola Pace si traduce in altro: lavoro, cibo, acqua, salute, istruzione, dignità, uguaglianza, giustizia, rispetto, fraternità, nonviolenza, libertà, dialogo, democrazia, legalità, solidarietà, inclusione, accoglienza, responsabilità, diritti umani, memoria». 
Monsignor Antonio Di Donna afferma: «Spesso, preoccupati dalle emergenze quotidiane, guardiamo alla Scuola come a istituzione che ha il compito di trasmettere alla nuova generazione solo i saperi e le abilità della generazione precedente, ma il compito della Scuola è la formazione dell’uomo integrale in tutte le sue componenti (razionali, affettive, relazionali, ottative); nella soffocante impostazione economicistica del nostro tempo si limita il successo scolastico all’affermazione dell’individuo e ci si dimentica del contributo che ciascuno deve dare al bene comune, al benessere della società».

Compongono il ricco catalogo della Mostra opere di Artisti quali Emiliano Bonfanti (Rosso, blu, giallo), per il quale la pace non è stringere un accordo di non-belligeranza, ma disseppellire i paletti di confine e scordarsi dei limiti che dividono una terra dall'altra. Il limite che separa me da te. Richard Brachais (Il  volto della pace), dipinge capelli e occhi azzurri come il cielo, un volto angelico, delicato, ma imbrattato per il dolore subito. Guardala negli occhi, ti sta parlando, ti sta dicendo che la pace può ancora vincere con noi. Maurizio Cascella (No war), pone il simbolo della pace su una t-shirt rappresentando un motto che auspica il bene come tendenza comune. L’amore, se girasse tanto quanto gira la moda, e il bene, se fosse di tendenza com’è di tendenza l’ultimo brand, non farebbe fatica, insieme, a porre le basi di un mondo, se non utopisticamente perfetto, perlomeno migliore. E ancora una litografia di Pablo Picasso spinge a riflettere sul senso del pensiero, ci insegna cosa può dissimulare il vuoto, cosa nasconde il nulla. Ci insegna a non credere ai volti. A non credere al nulla. Riccardo Dalisi (Ritrovo), ci ricorda che la casa è il luogo nella quale ci sentiremo per sempre in pace con noi stessi, sempre amati e sempre protetti. La nostra casa, si trova tra le braccia delle persone che ci amano, che accolgono in un caldo e trepido abbraccio ovunque andremmo e ovunque ci ritroveremo».

L’umanità è narrata nelle sue debolezze, nelle sue grandezze dall’opera d’arte. L’opera che dice senza discorso, che urla senza voce, che resta pur non essendoci, che ti costringe al tormento della conoscenza e a quella pace del cuore che cambia lo sguardo. Una tela, un colore, uno sguardo nuovo su un mondo sempre uguale. Tutto questo è e vuole essere SOS PACE.


 

Collettivo di arte contemporanea

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